Turismo enogastronomico: come stanno cambiando le scelte dei viaggiatori italiani
Negli ultimi mesi si nota un cambiamento netto nel modo in cui gli italiani vivono il turismo enogastronomico. La voglia di partire rimane forte, ma oggi le scelte sono più ragionate, guidate da valore, qualità e sostenibilità del budget.
Chi viaggia non vuole rinunciare ai sapori del territorio: vuole semplicemente esperienze più autentiche e con un rapporto qualità – prezzo chiaro.
Prezzi in aumento e ristorazione più selettiva
La prima rinuncia, quando il budget si fa più stretto, riguarda la ristorazione di fascia alta. Non per disinteresse, ma per necessità.
- Il 21% dei viaggiatori è pronto a tagliare ristoranti premium, stellati o fine dining.
- Il 15% ridurrà la spesa per il vino.
Significa che il turista cerca esperienze gastronomiche più genuine, meno formali, più vicine alle persone e ai luoghi.
È una grande opportunità per chi sa raccontare il territorio: trattorie locali, cantine familiari, frantoi, piccole realtà che mettono al centro storia e accoglienza.
Viaggi più brevi, voglia di partire altissima
L’inflazione pesa, ma non ferma il desiderio di viaggiare.
- Il 45% sceglierà una pausa di 2–3 giorni.
- Il 33% partirà per 4–7 giorni.
- Solo il 6% farà un’escursione senza pernottamento.
Tradotto: l’88% degli italiani dormirà almeno una notte fuori.
Le preoccupazioni principali restano il caro – prezzi, il potere d’acquisto ridotto e i rischi legati al meteo estremo, all’overtourism e agli scioperi.
Ma la motivazione a partire resta più forte di qualsiasi timore.
Le destinazioni preferite da qui a dicembre
Le città d’arte continuano a essere la scelta numero uno. Il fascino culturale è sempre un magnete irresistibile.
- 63% città d’arte
- 35% mare
- 33% montagna
- 25% aree rurali e borghi
Proprio i borghi e le zone rurali attirano un pubblico colto, curioso, in cerca di autenticità e spazi meno affollati.
Un target perfetto per chi lavora nel turismo del gusto.
Italia o estero? Vince il viaggio nel Belpaese
Il 59% dei viaggiatori rimarrà in Italia.
Il 22% farà sia Italia che estero.
Solo il 19% sceglierà destinazioni straniere.
La domanda domestica non solo è viva, ma è anche solida e orientata alle esperienze locali.
Per chi promuove territori e prodotti italiani, è un momento importante da cogliere.
Il gusto resta il cuore del viaggio
La motivazione principale per mettersi in viaggio rimane la gastronomia: il 66% la mette al primo posto.

Turismo enogastronomico: come stanno cambiando le scelte dei viaggiatori italiani
Le esperienze più richieste:
- ristoranti locali (52%)
- cantine (40%)
- eventi del gusto (38%)
- frantoi e aziende olivicole (27%)
- percorsi benessere legati ai sapori (27%)
I giovani cercano attività dinamiche come trekking tra vigneti e bike tour; le fasce più mature preferiscono degustazioni, racconti e momenti culturali.
Il turismo enogastronomico, oggi, parla davvero a tutte le generazioni.
La vera domanda per chi lavora nel settore
Di fronte a questi trend, è inevitabile chiedersi:
Stiamo offrendo esperienze che rispondono davvero a ciò che il viaggiatore italiano desidera oggi?
La richiesta è chiara:
- autenticità
- narrazioni credibili
- servizi trasparenti
- prenotazioni facili
- qualità costante
- esperienze in linea con il territorio
- attenzione ai prezzi
- professionalità nel racconto e nell’accoglienza
Il turismo enogastronomico non è un extra: è uno dei motori più potenti per far crescere i territori.
Meno teoria e più azione: ci siamo.
Vuoi creare un’esperienza enogastronomica su misura per il tuo gruppo? Scrivimi: progettiamo insieme un itinerario autentico e sostenibile.
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