Non Smettere Mai

NON SMETTERE MAI

di Giulia Pulizzi

NON SMETTERE MAI

Triste realtà dei femminicidi, ma preferisco chiamarli morti ammazzati. 

Penso a Marisa, ma anche a Giulia, Martina, Oriana, Teresa, Alina, Giuseppina, Yana, Antonia, Melina, Santa, Stefania, Cesina, Sigrid, Rosalba, Julia, Rossella, Maria, Pinuccia, Francesca, Zenepe, Carla, Sara, Anila, Barbara, Elma, Daniela, Jessica, Yrelis, Pierpaola, Floriana, Svetlana, Michelle, Mariella, Mara, Angela, Sofia, Celine, Anna, Rossella e Marisa, tutte vittime di femminicidi nel 2013. 

Provo una profonda tristezza. Nessuno di desiderava la morte. Anzi, sono certa che, anche se alcune vivevano con la paura e il terrore, desideravano VIVERE. E non mi riferisco solo alle donne uccise nel 2023.

NON SMETTERE MAI

Non Smettere Mai

NON SMETTERE MAI

In questi giorni, non riesco a dare giudizi sull’accaduto. Non ho la presunzione di poterlo fare, anzi, non sono nessuno per farlo. Ho di fronte a me la cruda realtà dei fatti: Marisa non c’è più, Alice crescerà senza la sua mamma, e il dolore delle famiglie e degli amici e la tristezza di tutti noi.

In questo momento, ciò che vedo sui social media, oltre alle parole per la bellissima personalità e bontà d’animo di Marisa, sono giudizi, tristezza e condivisione di post in cui prevale la rabbia sull’amore, la morte sulla vita e il giudizio sulla riflessione e la consapevolezza di farsi delle domande.
NON SMETTERE MAI
Mi pongo molte domande, domande che mi fanno pensare di non fare abbastanza rispetto alle promesse che mi sono fatta: aiutare gli altri, ascoltarli, comprendere ed essere presente.

Le mie scelte mi hanno portato a fare della mia passione il mio lavoro, e ho la fortuna di dedicare tempo prezioso a molte persone. Li osservo, li ascolto, sono presente e dedico il mio cuore.
Quello che ho imparato è che c’è molta solitudine, spesso persino tra coloro che sembrano circondati da molte persone. Ho preso coscienza che, anche durante le giornate in escursione, come mi piace chiamarle di “SEMPLECE FELICITA,” alcune persone sono concentrate sul DOPO, sul prossimo passo, sul ritorno a casa, senza godersi il momento presente. 

Mi chiedo: perché in una giornata che dovrebbe essere vissuta nel “qui e ora,” le persone pensano sempre al dopo? Forse siamo diventati così programmati a vivere da dimenticare di vivere davvero?

Piuttosto che giudicare ciò che accade, preferisco concentrarmi sulle emozioni che suscita in me: rabbia, fastidio, amore, dispiacere o felicità. Il termine “femminicidio” mi infastidisce, perché percepisco la sofferenza della morte, della perdita, mi intristisco all’idea di questi morti ammazzati che non possono più vivere e gioire. Ma perché usare un solo termine quando potrebbero essercene molti: femminicidio, suicidio, omicidio, violenza, e persino morte per mano della giustizia? 

Le stesse persone che dovrebbero proteggerci spesso sono state assenti, come nel caso di Aldo Naro, che amici e presenti non sono riusciti a salvarlo, come tanti altri che escono semplicemente per divertirsi e invece, non tornano più a casa o della ragazza che poco tempo fa a Marsala è stata quasi uccisa dall’ex-compagno, chi si sta prendendo cura di lei, chi di lui (ci sono vari modi per prendersi cura, anche di chi sbaglia)E la lista è infinita o della 

Invece penso che sia importante porre l’attenzione su due aspetti e cercare dei modi per contribuire a un cambiamento, impegnandoci a rendere il mondo un luogo migliore per tutti:

1 A coloro che si mostrano sensibili sui social media, ma dopo 2 o 3 giorni ritornano alle loro vite dimenticando le emozioni di tristezza e rabbia, fino al prossimo caso. Ciascuno di noi spera che non accadrà mai a noi.

 

2 A tutti noi, che spesso facciamo poco o nulla per vivere nell’amore, nella comprensione, nell’ascolto e nell’aiuto agli altri prima ancora che si rivolgano a noi per chiedere aiuto. Chi ha un disperato bisogno di aiuto, non sempre chiede, spesso non sa come farlo, a chi chiederlo, sarà per vergogna, per mancanza di consapevolezza e per tanti altri motivi… che bisogna viverli per comprendere, chi è vittima di stalking, ma anche lo stalker, perché deve esserci molto dolore dentro di lui. Mi chiedo sempre cosa hanno vissuto, e cosa li ha resi violenti. Cosa impedisce loro di vivere nella pace?

Oggi, mentre passano i giorni e il nome di Marisa resta nei nostri cuori, insieme a tanta amarezza e tristezza, mi chiedo cosa intendiamo fare. Ritorneremo semplicemente alla nostra quotidianità o vogliamo fare la differenza e vivere il ricordo di Marisa e di tutti i morti ammazzati facendo qualcosa?

Siamo pronti a intraprendere un’azione o a fare qualcosa che possa essere utile per chi soffre, per chi ha perso la strada, il padre tradito, la mamma, nonna/o, zia/o, cugino/o, amico/a conoscente e porgere una mano, una piccola azione ogni giorno, verso qualcuno, per chi è stato vittima di bullismo o per chi è diventato un bullo perché è stato così educato, più che fermarci solo a giudicare?

Siamo disposti a riempire i nostri canali social con messaggi d’amore e disponibilità ad ascoltare? Siamo disposti a individuare chi nella nostra cerchia di amici e conoscenti ha bisogno di aiuto, ad ascoltarlo e a tendere una mano? Noi siamo il mondo, e ogni nostra azione può salvare chi ci sta accanto, contribuendo a un cambiamento positivo nella società.

Ogni piccola azione quotidiana può fare la differenza,può salvare una vita e contribuire a creare un mondo in cui in cui la paura e la discriminazione non abbiano più spazio. È una questione di consapevolezza,
ascolto e piccoli gesti. 

Impegniamoci insieme per realizzare questo cambiamento positivo.”

Educazione e consapevolezza: Promuoviamo i l’educazione sulla violenza di genere nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle comunità. Diffondiamo informazioni sui segni di avvertimento e sui servizi di supporto disponibili per le vittime.

Supporto alle vittime: Offriamo supporto a chiunque possa aver bisogno. Ascoltare senza giudicare e, se necessario, indirizzare le persone a organizzazioni o servizi di assistenza.

 

Rispetto e comunicazione: Promuoviamo una cultura del rispetto e della comunicazione aperta nelle relazioni. Lavoriamo per sfatare stereotipi di genere dannosi e promuoviamo l’uguaglianza.

Coinvolgimento nella comunità: Partecipiamo attivamente a organizzazioni e iniziative locali che si occupano della prevenzione della violenza di genere. Organizziamo eventi, incontri e campagne di sensibilizzazione.

Advocacy e pressione politica: Sosteniamo politiche e leggi che promuovano la sicurezza delle vittime e la prevenzione della violenza. Partecipiamo a petizioni, manifestazioni e altre attività di advocacy.

 

Condivisione positiva sui social media: Usiamo i social media per condividere messaggi di amore, sostegno e sensibilizzazione. Partecipiamo a campagne online contro la violenza di genere.

Formazione: Cerchiamo opportunità di formazione sulla prevenzione della violenza di genere e sui modi per aiutare le vittime.

Non Smettere Mai

Desidero concludere con una poesia di Madre Teresa di Calcutta 

Non permettere mai  che qualcuno venga a te e vada via senza essere migliore e più contento. Sìi l’espressione della bontà di Dio Bontà sul tuo volto e nei tuoi occhi, bontà nel tuo sorriso e nel tuo saluto. Ai bambini, ai poveri a tutti coloro che soffrono nella carne e nello spirito offri sempre un sorriso gioioso Dai a loro non solo le tue cure ma anche il tuo cuore.

NON SMETTERE MAI

NON SMETTERE MAI

di Giulia Pulizzi

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